martedì 29 settembre 2009

La canzone che visse due (o più) volte


Parlare di musica è una gran bella cosa, no? (Parlarne nella vita reale intendo, non qui sulla carta stampata). È uno dei modi migliori per condurre una conversazione al tempo stesso intima ma non eccessivamente invasiva. Per farci un'idea di chi ci sta davanti, se è una nuova conoscenza. Pure per attaccare bottone con una ragazza.
Si può parlare di musica in due modi: scambiandosi giudizi, recensioni, consigli (io vi passo queste chicche, direttamente da Luca Sofri: “Sylvia Plath” di Ryan Adams e “Thank you Mario, but our princess is in another castle”) oppure filosofeggiando su grandi temi e questioni. Qui, oggi, ci diamo all'alta speculazione
Cover, si parla di cover. Niente classifiche, appunto (tanto siamo tutti d'accordo che la migliore sia All along the watchtower, Hendrix, e la peggiore Knockin' on heaven's door, Guns 'n Roses, giusto?). Sfrutto queste colonne che mi vengono concesse per arrivare ad una sistemazione definitiva del tema, una Bretton Woods del rifacimento di canzoni. Tanto perchè non mi capiti più di dover sentire cose del tipo Smell like teen spirit di Patti Smith (anche tu, Patti, figlia mia? Dopo una My Generation deliziosamente punk?).
Esistono due tipi di cover, così ad occhio. Quelle che della canzone non cambiano poi molto, e quelle che la stravolgono. Tralasciamo le prime -spesso solo un omaggio vibrante all'artista o alla canzone in sé; spesso, anche, migliori dell'originale (Lindo Ferretti che rifacendo con i C.s.i. Lieve cancella i Marlene Kuntz?). Altri artisti invece si dimostrano, a torto o a ragione, più temerari, abbandonano la navigazione a vista puntando dritti al mare aperto. Eccolo, il punto: che direzione dovrebbero prendere, perchè questo coraggio non li porti alla sciagura?
Astraiamo, per un attimo. In una canzone sono presenti due elementi. Il discorso è un po' l'antico dualismo forma-sostanza, anche se il contenuto è diverso, credo. Userei più che altro le parole tema ed emozione. Ogni canzone ha un suo tema. La tipa m'ha lasciato, la mia vita è un fallimento, non faccio altro che soffrire -questo grosso modo è il cuore del blues, per esempio. Ma queste situazioni possono essere vissute in maniera molto diversa, giusto? Lo vediamo nella vita di tutti i giorni. Mi trovo invischiato nel male di vivere? (il tema di Smell like teen spirit) Bene, può nascermi dentro una rabbia furiosa, un grido disperato (à la Nirvana); posso ritrovarmi prostrato e sopraffatto, senza essere in grado di muovere un solo muscolo (à la Tori Amos, un gioiellino in L'affaire d'amoreuse).
Eccoci, è qui che volevo arrivare. Nel fare una cover posso cambiare a piacimento l'”emozione”, ma questa deve avere un legame con il tema da cui parte. Un legame di vario tipo: può essere un'emozione alternativa a quella originale (di esempi ne ho già fatti); può essere l'emozione opposta (Imagine che si trasforma da nenia rassicurante e mielosa a terrificante, sublime disperazione nel momento in cui si prende atto dell'illusione su cui si regge, ad opera degli A perfect circle). Ecco, come si fa una buona cover. Abilità tecniche e buona fede non c'entrano niente. Stravolgere completamente una canzone non è un delitto. É tutta una questione d'intelligenza: capirne veramente il tema e saper sondare le diverse emozioni che questo può scatenare, scegliendo quella a noi più vicina. Oppure nascere Johnny Cash: in questo caso puoi fregartene, di queste menate.

Cinque cover imperdibili:
Imagine, A perfect circle.
Smell like teen spirit, Tori Amos.
Redemption song, Johnny Cash & Joe Strummer.
My Generation, Patti Smith.
Sexual Healing, Ben Harper.

1 commento:

  1. ...comunque mi dispiace dirtelo, ma il prog fa schifo...
    ;*

    Jul

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